passo verso quella alta missione sociale che si voleva fosse attribuita allo Stato. Allo scadere del quattordicesimo giorno, cioè il 18 febbraio 1921 si venne alla votazione prima di presentare il progetto alla Costituente; e fu approvata con 23 voti dei radico-democratici e dei maomettani contro 15 del Club nazionale, degli agrari, dei socialisti e dei comunisti. Il progetto per volontà di Pasic fu portato subito di fronte alla Assemblea, perchè fosse approvato. Fu stabilito che nessuno potesse parlare più di 4 ore e che su questioni personali non si potesse parlare più di mezz'ora. Solo a Trumbic per uno speciale riguardo alla sua competenza in materia, fu permesso che facesse una disamina più ampia ancora sull’argomento. Per abbonire,i Croati il Pasiò arrischiò la frase ambigua che « lo Statuto di nessun popolo » è eterno. Quando poi i Croati dichiararono che un progetto come quello presentato dal governo, non avrebbe servito nè a loro, nè •gli Sloveni, il Pasic rispose ironicamente: « Ebbene servirà ¡ter i Serbi ». Certo che del primitivo progetto Markovic poco vi rimaneva intatto; ciononostante la tendenza centralista patrocinata dal Pasiv1 rimaneva nel progetto divenuto ormai definitivo. Che lo Statuto sia stato giudicato più reazionario di quello