200 mento piuttosto che ad una festa nazionale jugoslava ad una festa ufficiale serba con grave rammarico dei circoli governativi. Per rendere meno grave la scissione avvenuta fra i nuovi e i vecchi cittadini della Jugoslavia si era ventilata l’idea di una visita del Re Alessandro a Zagabria e nei principali centri croati per cercare di far rimarginare la ferita dei recenti avvenimenti, ma un po’ per la necessaria preparazione politica a simile avvenimento, un po’ per avvenimenti di politica estera sopravvenuti, questo progetto non fu mandato ad esecuzione, quando sopravvennero il 1° dicembre a Zagabria, in occasione del decimo anniversario della imita statale, degli avvenimenti ad aggravare ancora la situazione di cui farò breve cenno. La causa dei disordini del 1° dicembre, anniversario della unità nazionale, fu dovuta al fatto che alcuni studenti avevano esposto sul campanile della Cattedrale tre bandiere a lutto anziché bandiere nazionali; ma ugualmente provocante e inopportuno fu il gesto del Governo di Belgrado che volle che a Zagabria avessero luogo cerimonie ufficiali in un momento tanto critico, quando i Croati avevano dichiarato di non volerne sapere. Si sarebbe dovuto pensare che il Ministro Ko-rosec, facendo di necessità virtù, avesse rinviato le cerimonie in epoca più opportuna. Invece Belgrado ordinò che truppe e polizia fossero mobilitate par la cerimonia. Vedendosi bandiere nere al posto dell’emblema nazionale la folla si diede a deridere i fedeli seguaci di Belgrado e, quando le bandiere