- 87 - L’energia latente delle maree sarà un giorno suscettibile di vasta utilizzazione ? Quando ? Non è dato prevedere. La mente si smarrisce in infinite congetture, se pensiamo che ogni chilometro quadrato di acqua soggetta a marea di dieci metri potrebbe dare una forza di 20 ooo HP ; sicché un golfo di 300 chilometri quadrati darebbe nè più e nè meno che 6 milioni di HP ! Molteplici studi e svariati tentativi furono e si fanno tuttora per raggiungere la soluzione pratica di tale imponente problema, che si affaccerà in tutta la sua assoluta necessità, quando staranno per esaurirsi i giacimenti dei carboni e dei petroli. « Così un astro morto » scrive il Berget « per l’attrazione della sua massa, può dare il movimento, l’energia, il calore e la luce, vale a dire le manifestazioni della vita. Non è una bella manifestazione di questa legge eterna che regge il ciclo delle evoluzioni dei mondi e che ci dice che la vita rinasce dalla morte? » Attualmente esistono impianti basati sulle costruzioni di speciali bacini chiusi nei quali si immette l’acqua durante l’alta marea, oppure consistenti in mulini a ruote, specialmente in quelle località fluviali dove la marea entra e si fa sentire. Il combustibile azzurro. Fin dal secolo 11° esistevano i «Mulini di marea», più sopra descritti. Attualmente il signor Georges Claude sta tentando lo sfruttamento delle energie del mare, su vasta scala, mediante la differenza di temperatura fra le acque superficiali e quelle profonde ; ma la forza marina più pratica sembrerebbe quella data dal flusso e riflusso. Quest’ultima infatti, benché si debba considerare, come la prima, energia a basso potenziale, possiede un vantaggio considerevole sull’energia termica : si presenta cioè sotto la forma di energia cinetica, cioè nella forma più adatta ad essere assorbita e trasformata da parte delle macchine. Nella