— 73 — tempo che una cresta impiega a succedersi ad un’altra. Risulta di qualche secondo. La potenza meccanica delle onde è immensa, ed è data dalla loro formidabile forza viva, la quale forza è il prodotto della massa per il quadrato della velocità. Immaginate un’onda alta io metri alla velocità di 42 chilometri all’ora! Come è noto, le onde, che in circostanze speciali si possono calmare con l’impiego dell’olio1), dànno origine a forti movimenti che sbattono di qua e di là, di su e di giù le navi, movimenti che si chiamano di rollìo e beccheggio. Tali scosse più o meno brusche, tali movimenti più o meno ampi, è possibile oggidì 1) Siamo qui in presenza di un fenomeno di capillarità, che interessa direttamente le dimensioni molecolari. A parte qualunque teoria per la sua spiegazione, fatto sta che così ne poteva scrivere il capitano Vincenzo Fondacaro, il quale, per il desiderio di tener alto il nome della marineria italiana e di sperimentare appunto l’effetto salutare dell’olio sulle onde, nel 1880 col «Leone di Caprera» di poco più di 3 tonnellate (ni. 8,20 di lunghezza), e con due compagni, Troccoli e Grassoni, traversava l’Atlantico, da Montevideo a Gibilterra percorrendo una distanza di oltre 5 mila miglia, incappando in violente burrasche : «Di questo infallibile preservativo (l’olio) non finirò mai di