— 115 — La piazza ha anche le sue statue, fra cui quella della pace di Campoformio — che ricorda un avvenimento storico svoltosi nel villaggio friulano di quel nome, ma anche una grande ingiustizia commessa da Napoleone a danno di Venezia e dell’ Italia — e poi la statua di Vittorio Emanuele II, il primo re d’Italia, che simboleggia la redenzione nazionale. Ma chi entra sotto la loggia osserva busti, affreschi e lapidi, ognuna delle quali meriterebbe una descrizione ; e quante preziose opere d’arte anche nel piano superiore ! Dalla piazza Vittorio Emanuele comincia il Mercato Vecchio che si sviluppa seguendo il piede del colle, per circa duecento metri. Sembra una larga via fiancheggiata da portici, piuttosto che un mercato ; ma rappresenta proprio l’antico borgo commerciale, che stava quanto più vicino poteva al Castello per averne difesa e rifugio. Oggi a Udine i mercati sono vari e sparsi nella città ; molte e belle sono anche le chiese, fra le quali il vasto duomo, e molti e ricchi i palazzi privati. Se potessimo indugiarci a osservare ad uno ad uno i vari monumenti della città, noi avremmo l’attestazione del-1’ importanza che ebbe Udine negli ultimi secoli. 11 moderno palazzo municipale, appena finito, per opera anch’esso di un friulano, è nuova testimonianza del persistere di quell’ attitudine per la quale i friulani si fanno apprezzare in tutto il mondo nel campo dell’architettura e in quello dell’ arte muraria. Ci sono ricordi di glorie ed anche ricordi di tristi tempi, quali quelli della dominazione austriaca. Udine fu uno dei centri italiani dove con maggior fervore si preparò la riscossa nazionale ; essa diede i suoi martiri nel ’48, nel ’59 e nel ’66 ; quest’ultimo fu l’anno della sua liberazione. Liberata la città e la sua vecchia provincia,