I SUOI TEMPI è ancora vivo come Cerimoniale pieno di fascino e ricco di nostalgia. A Costantinopoli, il retore Libanio scrive una magniloquente Apologia in difesa degli dei, mentre Simmaco, prefetto di Roma, chiede a Valentiniano 11 il ritorno in Senato di quella dea Vittoria, che l’imperatore Graziano, appena ieri, aveva fatto rimuover di là. Contro questa forza della Tradizione deve, dunque, lottare la Chiesa ; e i suoi grandi difensori lo fanno con tale nerbo e tale eloquenza, da richiamare alla memoria il nerbo e la dialettica di Cicerone. Chi non ricorda la celebre orazione di Ambrogio in contradittorio con Simmaco per il suddetto simulacro della Vittoria, e le pagine immortali di Agostino, nella Città di Dio, contro coloro che nei recenti disastri di Roma continuavano a voler vedere la vendetta degli «dei», abbandonati e negletti?... Ma il nostro sfondo s’allarga e s’arricchisce, prendendo dentro la sua enorme cornice i grandi scismi e le grandi eresie del tempo. In Africa suona più forte che mai il los Don Rom, lanciato da quel masnadiero che fu Donato di Case Nere e il Donatismo, movimento religioso a coperto fondo politico, mi- 23