DONNA PAOLA Accanto a questo insuperabile lavoratore, Dio pose una matrona destinata a passare alla celebrità. Da Èva alla Fornarina, la donna non s’è assisa mai invano all’ombra dell’uomo e la matrona, al cui profilo questo capitolo è dedicato, avrà una notevolissima importanza nella travagliata e feconda vita del «nostro». Essa, infatti, è un po’ per Gerolamo quel- lo che sarà Beatrice per Dante e, per Francesco di Sales, Francesca Fremiot de Chantal. Si chiamava Paola e discendeva, per la linea materna, dal vetusto e glorioso ceppo degli Scipioni e dei Gracchi. Non solo, ma, quasi volesse Dio raccogliere su la culla di quella fortunata tutte le glorie di quaggiù, mescolava nelle vene di lei, con quello di Roma, il più illustre sangue dell’Ellade. Suo padre, Rogato, faceva risalire, in vero, la linea dei suoi famosi antenati fino al nome di Agamennone (sic). Quella mischianza di sangui si rifletteva 142