SCORCIO riappaiano le mète dal Cielo prefisse agli umani ; e nella legge dell’amore, bandita da Cristo, vedan le genti affaticate e stanche l’elemento più necessario e creativo di qualunque umana e divina civiltà ! Gioioso mangiatore di fave, intrepido do-mator della carne, ritorna e ripassa col tuo ruvido sacco da monaco, con la tua ciotola di legno, col tuo sasso appuntito, e grida a chi affolla i ritrovi del vizio, a chi muore d’inedia nei giardini di Lucullo, a chi sbadiglia di noia davanti alle scene aperte dei teatri, che nella austerità romana e cristiana della vita sono collocate le migliori garanzie per l’avvenire degli uomini e dei popoli. Tu fosti il più libero e il più coraggioso fra i «grandi del Signore». Via, allora, dal mondo degli uomini la razza dei conigli e, pria che la notte ne avvolga, balzin su le gloriose arene della Chiesa, nunzi della riscossa di Dio, un branco di baldi e ruggenti leoni. FINE