NEL CENOBIO D’AQUILEIA ieri su la via di Lubiana, a discutere con Rufino, finche su le loro teste non sbocciarono le prime stelle. E stasera? — Con un Virgilio sotto l’ascella, eccolo là lungo le rive della Natissa, a contemplar le vele, che, nella luce rossastra del tramonto, ven-gon lente su per Tacque chete, verso la banchina. Nella Cronaca, all’anno 373, Gerolamo ha scritto di suo pugno che «i chierici d’Aquileia eran lieti come un coro di beati». — Che bello ! — Già, ma fino a quando? 84