446 L'opera in Inghilterra opera, specie di satira di costumi sociali e consuetudini teatrali, con particolare riferimento all’opera italiana. Le parole erano di John Gay, l’adattamento musicale di Pepusch, musicista d’origine tedesca, che occupava un posto di violinista nell’orchestra del Drury-Lane. Il successo fu vivissimo. L’opera fece il giro dell’Inghilterra, mettendo di moda quel tipo di commedie buffe, ornate di canzoni popolari, che si vennero moltiplicando in gran numero, e intorno alle quali lavorarono parecchi musicisti, senza tuttavia uscire dalla cerchia di scialbi rimaneggiamenti, che non produssero alcun nuovo indirizzo. Il secondo aspetto dell’opposizione suscitata dai ripetuti tentativi di Haendel fu, dal punto di vista della musica inglese, anche meno originale e significativo. Esso si ridusse infatti al tentativo di contrapporre ad Haendel il diverso italianismo di Bononcini che, dopo essersi distinto quale violoncellista a Vienna e aver fatto rappresentare qualche opera a Roma e a Berlino, fu chiamato a Londra col pretesto di collaborare con Haendel, ma in realtà per competere con lui. Come si vede, la musica inglese non disponeva di risorse autonome e di mezzi indipendenti, tali da potersi concentrare in un movimento veramente efficace e concretamente fattivo. Il teatro lirico nazionale, sognato da Purcell, era morto con lui e non doveva più risorgere.