La musica strumentale e religiosa 407 durre vita errabonda, costretto a destreggiarsi nelle vicende calamitose della guerra che funestava la sua patria e volgersi sempre dove lo traeva il vento instabile della fortuna. Partito per la Danimarca nella primavera del 1633, vi si trovava ancora nell’estate del ’35. Sembra inoltre che nel 1638, dopo essersi recato nuovamente in Danimarca, venisse chiamato alla Corte di Wolfenbüttel, dove il duca di Brunswick-Luneburg lo incaricò d’istruire i musicisti della sua cappella; e verso la fine di quell’anno Schütz dovette scrivere il ballo, che fu rappresentato a Dresda il 29 novembre per le nozze del principe ereditario di Sassonia con Maddalena Sibilla, figlia del Malgravio di Brandeburgo. Dopo aver dato alle stampe la prima parte delle Sym-phoniae Sacrae, Schütz dovette attendere fino al 1636 piima di potere far apparire un’opera importante e, per avere qualche probabilità di successo, dovette accontentarsi d’impiegare mezzi semplicissimi, giacche la guerra aveva spopolato le cappelle delle Corti principesche, focolari intensissimi della musica sacra tedesca. Questi centri, un tempo così attivi, dove la musica dai sontuosi apparati sonori aveva largo posto nelle feste e nelle cerimonie, non riunivano più che pochi cantori e pochi strumentisti; condizione che limitava notevolmente gli orizzonti del compositore, costringendolo a mantenersi in un ambito molto ristretto di mezzi e di effetti. Per questo Schütz si vide costretto a scrivere per soli cantori, sostenuti dal basso continuo, i Piccoli Concerti Spirituali, di cui dedicò la prima parte a Von Friesen auf Rötha, con la data del 29 settembre 1636. Gli strumenti sono quasi totalmente assenti. Non vi s’incontra che una sinfonia di qualche battuta a una sola parte con basso continuo affidato all’organo, e l’indicazione di un altro brano che doveva improvvisarsi sulla guida schematica del basso. Nei concerti a voce sola la declamazione ha altissimi pregi. È una musica che vive soltanto per la forza delle parole, non ammettendo alcuna linea melodica che non sia giustificata dalle esigenze interiori del discorso poetico, e che tuttavia si eleva a un alto grado di commozione e di lirismo, mercè la giustezza degli accenti e delle inflessioni e la naturale venustà del procedimento melodico. La seconda parte delle Symphoniae Sacrae è del 1647, e la terza del 1650. Schütz vi spiega tutte le risorse della sua