3fl2 L’opera in Germania Accanto a Keiser, e senza parlare di Haendel che iniziò ad Amburgo la sua carriera d’operista, la scena lirica di questa città accolse opere di Joh. Ph. Krieger, che vi esordì nel 1694; di Mattheson, che vi diede: Pleiadi (1699), Porsenna (1702), Cleopatra (1704); di Bronner (1666-1724), che vi fece rappresentare : Eco e Narciso, Venere, Procris e Cefalo, Morte del grande Pan, Berenice e, nel 1715, La città d’Amburgo; di Joh. Christ. Schieferdecker, noto organista; di Gottf. Griinewald, che vi diede un Germanicus, rappresentato dapprima a Lipsia nel 1704; di Christ. Graupner, che scrisse per la scena amburghese una Bidone (1707), un Ercole e Teseo (1708), un Antioco e Stratonice (1708); un Bellerofonte, ecc.; di Joh. Georg. Conradi, pregiato direttore d’orchestra e autore, tra l’altro, d’un Carlo Magno (1692), d’una Distruzione di Gerusalemme (1692), e d’un Genserico (1693). La scelta di tali soggetti attesta una varietà di tendenze e una alacrità di ricerche che dimostrano l’intensità e il fervore della vita teatrale amburghese, in cui le novità erano numerose e le riprese frequenti ad ogni stagione. Ma da tutto ciò non nacque una produzione originale e non uscì l’opera nazionale che si mirava a realizzare. Nessuno degli indirizzi, più o meno chiaramente additati e formulati dagli autori che portarono un contributo personale al teatro d’Am-burgo, diede luogo a svolgimenti veramente fecondi, nè potè attuare risultati di valore e di significato non effimeri. Keiser ebbe sul dramma musicale idee eccellenti; ma esse rimasero allo stato immaginativo e non giunsero a concretarsi pienamente nell’opera, la quale, per quanto ricca di pagine geniali e significative, manca nel suo complesso di un orientamento unitario, d’una finalità perseguita con logica coerenza di mezzi e di fini, e rivela un ibridismo di forme e di derivazioni, che sviò questo forte compositore dal proposito vagheggiato di creare un’opera nazionale, facendolo troppo spesso ricadere nell’imitazione straniera. $ III. L’opera in musica, nata in Italia per un movimento fiorito spontaneamente dal popolo e investito dalla speculazione chiarificatrice dei dotti e degli umanisti che lo innal-