Il compromesso Nitti. 25 ed economico alle Potenze europee, annunzia in realtà la fine della politica vilsoniana di ingerenza e di impegno nelle cose d’Europa, e il ritomo ad un azione intemazionale autonoma degli Stati Uniti. In conclusione, il sacrificio del programma nazionale, che si è creduto di dover fare alla politica personale del presidente Wilson, è stato un sacrificio in pura perdita. Anche se avessimo totalmente rinunziato a Fiume, non un dollaro di più sarebbe entrato in Italia. Vediamo il secondo punto: la pace adriatica assicurata mediante il compromesso con i Jugoslavi. Anche su questo punto sono stati commessi gravissimi errori di metodo e di apprezzamento della situazione. Tutte le successive nostre concessioni e profferte si sono inesorabilmente infrante dinanzi alla intransigente resistenza del piccolo Stato jugoslavo, che ha saputo esplicare in nostro confronto una politica salda e coerente. Bisogna tener presenti le condizioni inteme di quello Stato, dopo l’artificiale unificazione che dall’esterno gli è stata imposta, in contrasto con tutte le sue tradizioni particolaristiche di civiltà, di lingua e di religione, in contrasto, più ancora, col fatto che anche nell’ultima guerra 1 Serbi ebbero nemici gli Sloveni ed i Croati. Nella Jugoslavia, alla vigilia delle elezioni generali, la resistenza a tutte le tendenze separatiste e centrifughe è possibile solamente mediante la campagna anti-italiana. Perciò la Jugoslavia non poteva e non può essere che irremovibile nella propria intransigenza.