140 Il trattato di Rapallo. gnazione sottintesa di quella parte del porto di Fiume a Fiume stessa, ma possa essere una di quelle questioni controverse da demandarsi alla decisione arbitrale del Presidente della Confederazione elvetica (il che sarebbe già torto e danno gravissimi immeritamente inflitti a Fiume), vi è purtroppo una dichiarazione precisa del signor Trumbic al giornale jugoslavo Nodo Doba, colla quale il signor Trumbic esplicitamente afferma che Porto Baross è già stato attribuito alla Jugoslavia. È inutile che illustri anch'io di qual detrimento tale attribuzione sarebbe causa a Fiume, perchè Porto Baross non è, ripeto, che un elemento integrante ed essenziale del porto di Fiume, che esso in qualche guisa include perchè il suo molo è foraneo rispetto a quello del porto di Fiume propriamente detto. Vi è poi la questione di Sussak e di Tersatto, frazioni le quali, come fu già eloquentemente dimostrato da altri oratori, per ragioni inderogabili di necessità economica non possono in alcun modo scindersi da Fiume, di cui sono i sobborghi, oltre lo stretto corso dell’Eneo. E vi è la altrettanto inconcepibile esclusione di Arbe e di Veglia dallo Stato di Fiume: esclusione che non può trovare alcuna giustificazione quando si ricordi che quelle isole hanno sempre gravitato nell’orbita economica di Fiume, e per la quale assolutamente non varrebbe il venirci a dire che Veglia ed Arbe non si poterono negare alla Jugoslavia perchè esse non erano comprese nel patto di Londra : inquantochè sarebbe molto strano che il patto di Londra, dimenticato tutte le volte che ci poteva servire, fosse stato ritirato fuori