25 e a’ suoi cinquantamila soldati, hanno la possibilità di fare ben poco. Ma l’idea viene ampiamente analizzata e diffusa. TTn giornale iugoslavo *) — i giornali cecoslovacchi sono molto più prudenti e non lasciano scoprire le loro batterie — scriveva tempo fa : « Lo spirito della nostra politica estera, se vorrà svolgersi parallelamente ai sentimenti del nostro russo, quando Kerenski imperava e inconsciamente preparava l'avvento dei Soviet al potere, egli si pose risolutamente dalla parte di Komiloff. Caduto questi, ccflla'borò con Alexej e DeniKin, e quando quest’ultimo dovette rinunciare ailla lotta contro i rossi, Wrangel assunse il supremo comando delle truppe bianche. Ma un eccellente comandante e un esercito anche bene organizzato non potevano impedire alle masse demoralizzate di seguire i capi rossi; d'altro canto l'Europa occidentale faceva dell'antibolscevlsmo teorico, e non dava alle truppe bianche quegli aiuti che loro erano necessari. Wrangel si rese Immediatamente conto della situazione e iniziò la ritirata verso la Crimea. Nel 1*W) le sue truppe abbandonavano il suolo russo e venivano divise fra gli Stati balcanici: la maggior parte di esse passava in Jugoslavia che le accoglieva fraternamente. Il generale, alla sua volta, si ritirava nel Belgio, in attesa di tempi mlcllorl. n barone Wrangel fu senza dubbio uno dei grandi generali delia guerra mondiale e uomo di gran fede. Nonostante i rovesci subiti, e l'imposizione del regime bolscevico su tutta la Bussia. egli fu sempre convinto che la restaurazione zarista era non soltanto possibile, ma imminente, ed era rimasto perciò In continuo contratto con le sue truppe disperse. •) Vedi le « Prìmorske Novtne • di Sussak, 1919.