128 come problema italo-jugolslavo. Che poi co-desto problema, specie nella Balcania, venga reso sempre più insolubile, e assuma aspetti minacciosi, per opera di forze oscure che agiscono in funzione diretta o indiretta della Francia, è cosa notissima. Vale la pena qui riprodurre un articolo di Saint-Brice — il quale non ebbe mai soverchie simpatie per l'Italia — pubblicato il giorno 19 agosto nel Paris-Centre. « La prima idea del regime fascista — scrive il Saint-Brice — è stata quella di cercare un equilibrio nell’Adriatico con il concorso amichevole dei vicini. Un accordo ha regolato la questione di Fiume, un patto di amicizia è stato concluso nel 1924, e, dopo, le questioni di buon vicinato sono state regolate con le Convenzioni di Nettuno del luglio 1925. In fine, nel marzo 1926, l’Italia ha offerto una alleanza difensiva formale. Non sono questi passi precisi? Che cosa si vuole di più ? Verso la metà del 1925 si cominciò a dare macchina indietro. Perchè? In seguito a una parola d’ordine massonica, data contemporaneamente a Belgrado ed a Parigi. La Jugoslavia, come la Francia, cercano di schivare i tentativi di riawicinamento, e allora. gli italiani hanno cercato altre amicizie.