94 portuno offrire all’Ungheria uno sbocco a Spalato, sacrificando Fiume, cioè agendo contro ilo spirito e la lettera delle convenzioni italo-iugoslave che aspettavano la ratifica. La polemica « Fiume-Spalato », svoltasi sulla stampa dei due paesi interessati, chiarì l’equivoco, e risultò che uno sbocco ungherese a Spalato sarebbe stato anzitutto antieconomico, e poi contrario ai trattati. Ma oltre alla questione « Fiume-Spalato », dava la sensazione della malafede del gover no iugoslavo il continuo rimandare della formale ratifica delle convenzioni di Nettuno (1). Nincic, il firmatario del patto di Roma, accettava senza soverchie proteste il rigoroso con (1) Le convenzioni italo-Iugoslave, note sotto il nome di accordi di Nettuno, constano di 32 trattati che regolano le diverse questioni insolute — direttamente derivanti dal patto di amicizia e di collaborazione firmato a Roma nel gennaio 1924 — e costituiscono la base per lo sviluppo dei rapporti economici e commerciali ira i due paesi, specie nei riguardi dei traffici nell'Adriatico. Queste convenzioni si possono dividere in quattro categorie: a) regolamento dei problemi scaturiti dall'applicazione dei trattati di pace; b) applicazione dell'art. 9 concernente Fiume e precisamente i diritti delle minoranze iugoslave e lo statuto degli italiani in Dalmazia;