200 PARTE TERZA Attratti dai miraggi dell’oro, le cui correnti si spostavano, molti commercianti greci si trasferirono allora ad Ancona, a Livorno, Trieste, Aquileja, Pest, Vienna. Nel 1796 si potevano annoverare a Venezia soltanto 44 case commerciali greche. Sebbene non sudditi, anche molti profughi armeni, sfuggiti dalle persecuzioni ottomane, trovarono liberale rifugio e forte protezione a Venezia. Nel 1715 l’abate Mechitar, reduce da Modone, veniva accolto dalla Repubblica, che nel 1717 concedeva agli armeni di prender possesso di quell’isola lagunare la quale fu fino ai nostri giorni un’oasi d’Oriente ed un centro culturale tra i più insigni tra quelli che la civiltà mondiale possa vantare ('). 1 veneziani accolsero nella loro città capitale, metropoli cosmopolita ed ospitale, anche una comunità di ebrei, i quali furono severamente esclusi dalla vita politica e controllati, ma non furono mai perseguitati con odiosa malignità (2), malgrado talvolta il loro infedele comportamento. magistrati veneziani, i quali dovettero operare talvolta con straordinaria abilità nei loro rapporti con i greci, particolarmente noti per il loro spirito di litigiosità. (') Cfr. per queste notizie MARINELLI, Angoli d’oriente a Venezia, Venezia, 1935, pg. 20. (~) LATTES, Cenni sulla comunità israelitica di Venezia, in Venezia e le sue lagune, voi. I, pg. 105. Particolarmente astuti erano gli ebrei levantini che un pittore illustrava nel costume « acciò perpetuamente siano non meno conosciuti, che rifiutati dalle più zelanti famiglie ».