PARTE PRIMA 69 perchè da essa trae il suo vigore e quindi la sua stima » (L). Alla fine del sec. XVII sembra che solo i dazi di Zante e di Cefalonia fossero per i redditi importanti; gli altri territori dell’oltremare erano passivi e ciò soprattutto per le spese relative alle milizie terrestri e all’armata marittima. Allora si vide certo la previdenza di coloro che, circa due secoli prima, avevano combattuto per affermare ed allargare il dominio di Venezia verso la Terraferma italiana. L’altro avvenimento fondamentale di questo secolo è l’impresa offensiva contro il Turco condotta da Francesco Morosini, che diede importanti vantaggi, consacrati nel trattato di Carlovitz, alla Repubblica veneta. La guerra di Morea (2) s’inquadrò in un felice giuoco diplomatico europeo che permise a forze col legate di volgersi contro il Turco ed a farlo arretrare. Le forze imperiali, le forze russe e le forze veneziane riuscirono invero ad imporsi in più azioni decise, legate ai nomi di Eugenio di Savoia, di Francesco Morosini e di Pietro il Grande. Durante le operazioni di guerra, che si svolsero in diversi anni, capitolavano S. Maura (Leucade), Prevesa, Vodizza, Corone, Modone, Napoli di Romania, Argo e tutta la regione di Maina. Misistra (l’antica Sparta) e per breve tempo Atene stessa divennero veneziane, ma il tentativo di riconquista di Negroponte non riuscì felicemente. La campagna del Morosini ebbe successo dopo vari episodi, ai quali partecipò un esercito formato di elementi vari, (') Rei. di., pg. 77. (2) II nome di Morea. applicato in un tempo precedente all’Elide, fu esteso alla penisola del Peloponneso. Il suo nome non deriva dai Mori (già colà stanziati) nè dallo slavo more ( = mare) ma sta in relazione con la parola greca koiiì-ti. ( = gelso).