276 PARTE TERZA Sentimento vivo di gratitudine fu in generale quello dei greci, i quali riconobbero come l’idea della loro libertà era intimamente legata ai problemi della libertà veneta. Nuovi tempi intanto premevano. Un grido d’allarme contro l’invadenza inglese nel Mediterraneo era stato lanciato da un italiano, fino dal 1603. Maffeo Michiel, Provveditore di Zante, aveva allora scritto queste testuali parole : « Si vanno facendo gl’inglesi a fatto patroni di questi mari... ». Due secoli dopo, nel carme delle Grazie, il Foscolo, cantando Zante, ricordava, ahimè, non più i galeoni veneziani, ma l angliche navi che animavano nuovi traffici (‘). Ma, contro coloro che, legati alla politica inglese, disgregatrice dell unità mediterranea, dimenticavano nell’ 800 1 azione e l’opera di governo di Venezia, insorse veementemente ed eloquentemente il Tommaseo, il quale riteneva che i nomi famigliari di Morosini, Foscolo, Dolfin, Dandolo avrebbero suonato nelle isole jonie ancora ben più dolcemente ed onoratamente che non i nomi aspri ed intrusi dei duri Governatori inglesi Maitland e Douglas. Scriveva il Tommaseo : « E potete voi, o joni, rinnegare Venezia senza rinnegare le glorie di secoli, le quali avete comuni con essa?... Eran forse educati da Lord Castlreagh que’ Pargii de’ quali il rogo fuma tuttavia nella storia e con lingua di fuoco parla al cielo? E quei Cefaleni e que' Zacinzi che dal ’21 al '30 sparsero il sangue e l oro per la libertà della Patria greca non erano forse nati sotto le ali del vecchio Leone, educati dai sudditi della cadente Repubblica? » (2). 0 « A lei versati tesori Vangliche navi; a lei dall’alto manda i più vitali rai l’eterno sole... ». (~) Tommaseo, Della civiltà, ecc., pg. 77. La politica inglese