AUSTRIA, FRANCIA, ITALIA 479 giorno innanzi, allorché nulla di concreto era apparso circa l’esistenza di trattative fra il Gabinetto di Roma e gli imperi centrali, un altro giornale britannico, YObserver, scriveva tutto l’opposto. Esso, dopo avere affermato che l’Italia comprenderà più chiaramente che mai la verità della profezia mazziniana, come cioè la questione di Oriente non possa sollevarsi senza porre in subbuglio tutto il problema dell’esistenza dell’Austria, sosteneva che il nostro paese deve rivolgere lo sguardo ai problemi trentino e adriatico, ben più essenziali della questione d’Oriente e della decadenza della Turchia. Ciò che importa, io penso, a noi Italiani si è il riconoscimento, anche da parte inglese, dei nostri diritti sull’Adriatico e della necessità che la situazione sul lato orientale sia mutata a nostro favore (I). L,a stampa russa invitò ripetutamente il governo di Roma ad una partecipazione alla guerra europea, mostrandosi nel complesso conciliante circa i nuovi rapporti che stanno per sorgere sull’Adriatico fra Italiani e Jugoslavi. Perciò parve una voce stonata quella della Novoje Vremja, la quale ravvisò nell’opera del Comitato Pro Dalmazia italiana un’ostilità contro gli Slavi ed insinuò ch’essa è dovuta all’ispirazione del principe di (*) Interessante, a questo proposito, il Referendum sull’amicizia italo-inglese, indetto a Londra dal Giornale d’Italia (vedi n. del 26 marzo e segg.).