430 i/ADRIATICO esempio, è il podestà di Farra e Brazza che reclama contro le violenze degli Slavogosti. Nel 1317 Venezia prende dei provvedimenti contro il re Orosio e la sua gente, ch’era venuta super territorio Ragusii manu armata ed aveva commesso multa et gravia damna communi et hominibus Ragusii. Interessante è pure la deliberazione del Senato veneto del 1333, con cui, secondo il consiglio del conte di Zara, si dà facoltà ai governatori dell'illirico di prender vivo o morto un tal Budislavo Ugrinich, ladrone, assassino e nemico di Venezia, sul quale era posta la taglia di mille fiorini. Senza dubbio doveva trattarsi d’uno dei più perniciosi corsari, sul quale pesavano chissà quali e quante ribalderie ! E a dimostrare come tale malanno rimettesse più volte le corna anche nel periodo trionfale della Repubblica, valga la delibera del 1335, secondo cui Ragusa era autorizzata ad armare contra cursarios intrantes culfum; e l’altra, pure del 1335, contro il conte Bachino di Veglia, il quale, forse per liberarsi dai predoni rifugiatisi nell’isola, li avea spinti contro la vicina Cherso, dove quelli avean fatto man bassa in personis et rebus, capiendo et percutiendo homines, et spoliando eos, et derobando, et asportando maximam quanti-tatem bestiarum. Una vera razzia adunque ! Non era detto però che l’avveduta repubblica si astenesse dal trattare con i piccoli sovrani barbari dell'illirico; e noi troviamo in documenti del 1301 accenni ad un’ambasciata al re di Rascia;