AUSTRIA, FRANCIA, ITALIA .385 1/Austria poi, che fondava le proprie ragioni sui precedenti storici e specialmente sulla necessità di vigilare la nostra penisola, aveva tutto l’interesse di starsene zitta, dal momento che le veniva restituito quanto aveva acquistato a Campoformio con l’aggiunta della Lombardia e del territorio di Ragusa. Tuttavia parea non fosse contenta senza il dominio delle Romagne e delle Marche e giustificava la sua tesi con l’affermare che quelle regioni, restando sotto il dominio pontificio, facilmente si sarebbero ribellate, mentre, da lei possedute, le avrebbero consentito d’infrenare ogni moto liberale nella media e bassa Italia. E già durante il Conclave del 1799 l’impero, che godeva i benefici di Campoformio, avea palesato l’intendimento di rafforzare la propria situazione sull’Adriatico, maneggiandosi per la riuscita del cardinale Mattei, dal cui animo fiacco ed incerto sperava ottenere la concessione delle Marche e delle Romagne. Ma era stata disingannata dall’elezione del Chiara-monti. Al congresso di Vienna l’Austria tentò ripropugnare la medesima tesi ; poi s’accontentò che quelle province fossero offerte all’infanta Maria Euisa di Spagna, mentre la Russia le voleva riservate per il Beauharnais, e la Francia per la seconda moglie di Napoleone. Come si vede, i potentati partivano dal concetto della non restituzione delle Marche e Romagne al pontefice ; al quale invece furono conservate, grazie all’impossibilità di un accordo fra 25. — G. Cassi.