AUSTRIA, FRANCIA, ITAIJA 421 mettere l’altra alle finalità della propria politica. Nel tempo stesso l’Austria armava ai nostri confini e noi di ricambio rafforzavamo la nostra linea di difesa orientale. Si applaudiva da noi al generale Asinari di Bernezzo, collocato a riposo per un’invocazione antiaustriaca. Rispondeva durante l’impresa di Tripoli il generale Conrad von Hoetzendorf parlando apertamente d’una guerra contro l’Italia, ma perdendo temporaneamente la direzione dello Stato Maggiore. Eppure, come conclusione di tutto ciò, i due stati l’8 dicembre 1912 rinnovavano in anticipazione e senza modificazioni il trattato della Triplice Alleanza, quando da quattro anni almeno la situazione europea e particolarmente la balcanica si era totalmente mutata, e l’Austria e l’Italia fingevano di andar d’accordo soltanto perchè la prima rimandava la guerra a tempo opportuno, l’altra spiava l’occasione propizia per mutar politica. Purtroppo il più giovane dei due stati, il nostro, appariva meno forte, e Vienna appoggiata da Berlino ne approfittò spesso. Onde nella prima guerra balcanica la nostra politica parve pedissequa di quella dell’alleata, sia nell’intimazione di sgombrare Scutari ai Montenegrini, sia nella costituzione dell’indipendenza albanese. A chi doveva procurare dei vantaggi il programma di chiudere il più possibile la via del mare alla Serbia ed al Montenegro se non all’Austria che cercava compensi al fallimento del Drang nach Osten? E