420 l’adriatico 1908 nè il Tittoni fu compreso nè d’altra parte alcuno poteva, circa lo svolgimento nazionale balcanico, atteggiarsi a profeta (*). Proseguiamo. Dal 1908 i ministri d’Italia e d’Austria si sforzano di persuadere la diplomazia che la Triplice è ancora vegeta e sana come nel periodo 1889-1900. Invece con lo strappo austriaco del 1908 al trattato di Berlino l’alleanza precipitava verso la fine: il che trovava riscontro nella nostra entente con la Francia e con la visita dello Czar a Racconigi nel 1909, con la nostra invadenza nei Balcani, apparentemente in accordo, sostanzialmente in antitesi alla politica di Vienna. Noi contrastavamo la supremazia austriaca sull’Adria-tico, iniziando l’esercizio della nostra influenza sui Balcani con un indirizzo che necessariamente doveva favorire le aspirazioni nazionali di quelle popolazioni. 1/Austria agiva precisamente in senso opposto. Tuttavia Roma e Vienna continuavano a dichiarare che agivano in perfetto accordo. Evidentemente ciascuna delle due potenze mirava a sotto- (*) Durante quella discussione l’on. Tittoni ebbe a dire: « Quando gli stati balcanici formeranno un fascio compatto che opporrà valida difesa a chiunque vorrà attentare alla loro unità, le cupidige cesseranno e l’Oriente non costituirà più una minaccia ed un pericolo per la pace europea ». E fu, in parte, profeta; ma in luogo della pace si ebbe la conflagrazione europea. A nessuno però era dato prevedere ciò cui l’on. Tittoni accennava, cioè la Quadruplice balcanica e le sue vittorie contro la Turchia.