34 stesso die queste notizie gli arrivavano e clic gli erano noti perfino i nomi dei vegnenti tedeschi e dei loro colonnelli. Ed il ministro di Parigi che ne era avvisato, sogghignava e diceva: « Non ci vogliono., ebbene, si laccian battere, e poi vedremo » — Ed intanto s'illuminava Milano per gli astri cHimeri di Goilo e di S. Lucia, o si proclamava fallo inarriva-bile, la presa di Peschiera. Ed a Parigi il Brignole riceveva ordini sopra 01 dilli di opporsi all intervento, e la demenza di que’sciocchi andava tant oltic che alcuni giorni prima della line di luglio facevano intimare alla l'iancia clic se Oudinot non potesse contenere i propri soldati, lo si riceverebbe dal forte Damian a colpi di cannone, vantandosi che vi fossi io a quest effetto 5 o (! mila uomini nelle gole del Cenisio. Tanta sconcezza di procedere portò i suoi frutti. Vennero i rovesci di Villafranca. Milano implorava l’intervento, Torino esitava ancora. Il Ile ed i suoi temevano più i Francesi che i Croati. L’armala delle Alpi eia stala ricondotta a 23 mila uomini. — Il Guerrieri arrivava a Parigi nei primi d agosto con missione di domandare soccorso attivo, ma concordemente col Ricci che doveva essere inviato per lo stesso scopo da Tonno. Ben presto lo seguivano da Milano il Triulzi ed il Mora. — Inutile sarebbe parlarvi qui in dettaglio di lutto ciò che v’ebbe di miserando dall una parte, d indegno dall’altra in que’lrisli giorni. Vi dirò solo che gl un iati Lombardi e Veneti c Toscani, di ogni genere, presenti, passali e postumi, fecero il loro dovere presso il governo e presso gli uomini influenti di Francia, che per 15 giorni non ebbimo requie nè di nè notte in modo che il ministero degli esteri era quasi per noi divenuto l’abitazione ordinaria, mentre da parte di altri non vi fu che malavoglia, inganno e tradimento. — Sì signore, in Italia, come in Francia, a MUnno come a Parigi, i Lombardi non ebbero da quella gente che scorno c ro-'1Ila‘ " Menile i giornali ufficiali di Milano e Torino proclamavano sin dalla fine di luglio che Fintervento era stalo domandato, il governo piemontese, fedele ai suoi andamenti, spediva il sig. Ricci a Parigi incaricato non di agire concordemente con noi, ma di addormentarci e di impedire procrastinando, ogni azione del governo repubblicano. La Francia aveva prima desideralo l’intervento; benché nell’agosto piu non lo bramasse, al primo romore delle perdite nostre, quel governo legato dalle sue promesse, ignaro tuttora dell’estensione del disastro, spcran o appoggiarsi sull'armata Piemontese ci avrebbe ancora accordato , ,su° aml°- So,° chiedeva che la domanda d’intervento fosse falla anche dal J.,eniontej da cui dipendeva il dar passaggio alle sue truppe. Ma questi allora aveva ben altro a pensare e tergiversava, e si giocava delle nostre angoscie, dicendo poter esso ancora tenere tre mesi sull’Adda e ornane ava alla Repubblica un’alleanza che questa rifiutava, colle seguenti mcmoiani parole. « Tant qu’il s’agit de secourir l’ilalie nous som-nics a’ combatiré à coté des legions Piémontaiscs, nous le pouvons cn-coie, mais marcher pour soutenir les intèréts du Roi de Sardaigne, tic acci e di apean de la f rance avee colui de la Maison de Savoia Janiais ! » finalmente il giorno 8 Agosto verso le 9 del mattino, quando già 3 £°'CIno ranccse si conosceva telegraficamente la capitolazione di Mi- di-