186 l’adriaticò Di qui adunque il principio dell’attività commerciale veneta e, diremo pure, italiana di là dalle Alpi, nelle piazze tedesche e francesi, fiamminghe ed inglesi. Da Venezia le merci asiatiche seguivano varie vie per raggiungere la loro destinazione transalpina; ma pare che all’epoca carolingia la più frequentata fosse il corso del Po fino a Pavia, donde cominciava il transito principale per la Germania e per la Francia, il quale risaliva il Ticino per poi passare nei corsi del Reno e del Rodano. Di questo commercio abbiamo notizie sicure. Si ricava dall’Antapodosis di Liutprando che Magonza, ad esempio, era nel sec. x un grande emporio di spezie dell’india, e che Ottone I nominò suo ambasciatore a Bisanzio un ricco mercante della città, Biutfrido, che raggiunse la destinazione passando per Venezia. Ha ragione l’Heyd di inferirne che il traffico tra il Levante e la Germania doveva transitare per l’Adriatico e per Venezia e seguire le vie alpine, tracciate dai Romani, pel Trentino, pel Tirolo e per la Carinzia. I primi Tedeschi, che visitarono la Repubblica per ragioni di commercio, pare fossero di Ratisbona; ma nel sec. x anche quelli d’Augusta aveano relazioni d’affari in Italia. Alla lor volta i trafficanti germanici smerciavano all’Inghilterra le spezie, acquistate in Italia o da fornitori italiani, i quali le recavano altresì in Francia, ed anzi pare che sul principio del sec. xi esistesse a Limoges una co-