AUSTRIA, FRANCIA, ITALIA 381 e le cose al ristabilimento della signoria austriaca nell’Italia e sull’Adriatico. Il congresso di Vienna inaugurò le sedute in mezzo ad un antagonismo politico-economico di triplice ordine : il primo, puramente continentale, fra l’Austria e la Prussia per la supremazia germanica; il secondo fra l’Inghilterra e la Russia per l’egemonia del Mediterraneo; il terzo, ed è quello che più c’interessa, fra l’Austria e la Russia per l’equilibrio adriatico-mediterraneo. Una cosa anzitutto è da osservarsi ed è che, soppresso l’antico regno di Germania, si costituì, in questa parte d’Europa, quella Confederazione la quale, per mezzo dei territori austriaci del Friuli orientale, di Trieste e dellTstria, sboccava nell’Adriatico. Tale fatto non avrà però fino al 1848 che un’importanza relativa. Constatiamo intanto che al congresso di Vienna le più combattute figurano le aspirazioni moscovite. A dire il vero la Russia non mirava direttamente all’Adriatico, perchè la via più naturale per arrivare al Mediterraneo è, per lei, quella segnata da Pietro il Grande ed intrapresa da Caterina II, la via cioè che passa per Costantinopoli. Ma, avversata dalle potenze europee e specialmente dall’Inghilterra, la Russia cercò a sua volta per ragioni d’equilibrio di contrastare all’Austria il dominio adriatico, favorendo le aspirazioni degli Jugoslavi verso quel mare. L,a politica adriatica della Russia, dall’accordo di Tilsitt ai giorni nostri,