86 9 Novembre. PAROLE Dette all''improvviso dal cittadino Bargnam, esule lombardo, e socio del Circolo Federaiivo-Nazionule di Torino, nella pubblica tornala del 29 ottobre 1848 (1). Due gì avi avvenimenti senza nome c senza esempio, ma pure chiamali impi opriamentc capitolazione ed armistizio, si succedettero rapidamente. 1 Quell armistizio ci trovò vinti, scomposti, sbattuti, scorati, perchè la spada del valore si è spezzala contro lo scoglio della fame e delle incomportabili fatiche. In quel momento il molto sublime della nostra guci ia, Italia farà da sé, non era più una verità, K 1 intervento francese tioppo laidi i¡chiesto, doveva esso pure venire arrestato dalla convenuta sospensione delle armi. Due soli parliti rimanevano ad adottare: la rjnerra dopo Cannisti-zio, ovvero la pace durante l'armistizio. Il primo più nazionale e più dignitoso era però meno accetto a coloro che attorniavano gli alti consigli.» ® silenzio della rappresentanza parlamentaria, il ministero di dacia venne rimpiazzato dal ministero senza fiducia, che i fautori chiamarono della pace onorevole. E qui la mediazione offerta dalle due potenze riunite veniva fervidamente accettala da un solo di (pici ministri (che io non oso nominare, perchè tutti il conoscono), anche prima che il ministero avesse vita ed azione, ed il paese, senza parlamento e senza mini-stri, soggiaceva in quel momento e in queir alto così solenne alla volontà di un sol uomo. A dimostrare come fosse vano attendere dai protocolli della mediazione l’opera dell’Indipendenza italiana, e come essa non potesse partorire fuorché una di quelle creazioni politiche bastarde, che le ofiicine della diplomazia fabbricano da più di due secoli, valgano alcune osservazioni che io vi chiedo esporre sulle condizioni politiche delle due potenze mediatrici. ! E antico continente non ha nazione più freddamente e profondamente calcolati ice deil Inghilterra \ crederla sentimentale e tenera della nazionalità altrui è ben disconoscere come i discepoli di Lavv e di Adamo Smith abbiano i ¡cacciato i giorni cavallereschi dei Deicester, dei Douglas dei Marlborough e dei Macdonald nella polvere delle biblioteche, o lasciali vivere soltanto sulle pagine innocenti di Walter Scott. Ora 1 Inghilterra accettava la mediazione dapprima per timore del-l’intervento, e poscia per paura della guerra, ove la Francia fosse lasciata arbitra sola dei nostri destini. Temeva essa che la bilancia non tiaboecasse alla guerra, se la broncia non v’apportasse che il solo suo peso. E 1 Inghilterra considera la guerra siccome fatale al suo commercio ed alla sua industria, ed una guerra francese siccome funesta alle basi minacciate ed oscillanti del suo politico ordinamento. (i) Di questo discorso, che produsse non sui membri del Circolo soltanto, ma sui numerosissimi spettatori, una indicibil sensazione, decretava l’Assemblea l’inserzione nella Democrazia e la massima possibile pubblicità a spese del Circolo.