LEGGENDA E PREISTORIA 33 Pesto, Livio, Plinio, ecc.) assegnarono considerevole importanza, perchè da esso ebbe origine la diffusione di varie colonie, e queste iniziarono il primo passo verso l’unificazione etnica della Penisola. Mi riferisco alla cosidetta Primavera sacra (Ver sacrum). Quest’usanza, ch’era particolare dei Sabini o Sabelli, disponeva che, in tempi di gravi sciagure, fosse offerto agli Dei, onde placarli, tutto ciò che la prossima primavera avrebbe prodotto, e non soltanto i doni della terra e gli animali, ma anche i figliuoli stessi. Con il tempo il rito si raddolcì ed allora i bambini nati in quell’anno, in luogo di essere crudelmente sacrificati, venivano costretti ad emigrare ed a cercarsi un’altra patria. E quantunque hon s’abbia ricordo che le vittime raggiungessero la loro destinazione con un viaggio per mare, tuttavia non si può escludere che ciò avvenisse e che il costituirsi di alcune popolazioni del versante orientale, come i Piceni, i Vestini, i Peligni, i Marrucini, non solo sia da attribuirsi, come è opinione degli antichi, al Ver sacrum, ma siasi compiuto anche per effetto d’una navigazione, cui diè origine il rito medesimo (1). • Pertanto delle popolazioni che stavano a guardia (x) Plinio ritiene che dai Sabini scendessero, per mezzo della Primavera sacra, i Piceni da un lato, dall’altro i Sanniti e da questi i Lucani ; tanta era l’affinità fra le genti del centro e del mezzodì della Penisola ! 3. — G. Cassi.