CONCLUSIONE 489 il perfido costume di dare in pasto ai suoi prediletti animali i forestieri che capitavano nel suo paese, è probabile che la tradizione abbia confuso i due nomi, riempiendo di versioni molteplici tutto l’Adriatico. Che cosa attesta la su ricordata tradizione, se non un intimo legame fra i popoli italici e quelli dell’Egeo? Si chiamino essi popoli o Pelasgi o Mediterranei, come vuole il Sergi, o Prigio-greco-italici, secondo una mia denominazione, rimane sempre accettabile l’ipotesi sull’unità di quella stirpe primitiva che nella maggiore espansione si estendeva dalle coste dell’Asia Minore, per Creta e l’Arcipelago, fino alle spiagge dell’Ellade e di qui giungeva alle riVe della nostra Penisola. Nel periodo che Roma iniziava le sue conquiste, due erano le regioni adriatiche ben distinte e per la bontà del territorio e per il privilegio della posizione, la Venezia nell’alto e l’Apulia nel basso Adriatico; nel mezzo s’erano affacciati gli Etruschi, sulla cui provenienza tanto si disputò e si disputa ancora, non essendosi potuto definitivamente stabilire se discendessero dalle Alpi o giungessero per mare daU’Oriente, ed in questo caso se per la via del Tirreno o per quella dell’Adriatico. Nell’Ionio intanto facevano la loro comparsa, in qualità di grandi colonizzatori, i nuovi Greci, e questi e gli Etruschi furono gli educatori di Roma. Come si vede, la civiltà albeggiò nell’Adriatico