426 I,’ADRIATICO che un tempo erasi attuata verso i Lombardo-Veneti e che aveva condotto a Magenta ed a Solferino. Del resto, a parte ogni considerazione politica, quali frutti diede dal lato etnico la politica di slavizzazione sulla costa orientale dell’Adriatico ? Fu tanto scritto sull’argomento che mi dispenso dal trattarlo da cima a fondo ('). Ma non posso tacere alcuni rilievi che attingo diretta-mente alla storia passata e che sono appunto i meno conosciuti. Ecco la domanda ch’io mi pongo: — Quali furono dal principio del Medio Evo fino al trattato di Campoformio i rapporti fra gli Jugoslavi e gli Italiani o dirò meglio fra Venezia e gli Jugoslavi? fra questi e le città dalmato-istriane ? Noi conosciamo in quell’età la storia gloriosa della Serenissima, cui si associano le vicende delle comunità poste sull’altra riva; ma una storia vera e propria degli Jugoslavi non esiste, e quel poco che apparisce di loro, lo si apprende attraverso la repubblica di S. Marco e qualche cosa pure per il tramite del regno d’Ungheria. Basta esaminare i documenti veneto-dalmatini dopo il Mille e precisamente alcuni dei secoli xm e xiv, che sono quelli della maggior prosperità di Venezia e della sua egemonia adriatica, per ricavare delle notizie circa la vita delle popola- f1) Vedi specialmente: Gayda, L’Italia d'oltre confine. Torino, 1914.