376 L’ADRIATICO di Wagram, acquistato nuove terre nell’Austria e l’avea ridotta a potenza meramente continentale, avrebbe dovuto trar profitto dai vantaggi ottenuti, per rafforzare l’unione italo-francese sull’Adriatico nell’istante decisivo, in cui occorreva osare tutto contro l’Inghilterra. Ma per questo bisognava lasciare al regno italico l’alto ufficio di salvaguardare la costa orientale dal pericolo slavotedesco. In una parola, impero francese e regno italico, che fino al 1809 seguivano un identico programma, da quell’anno cominciarono ad agire su due terre, una di qua, l’altra di là da quel golfo, sopra il quale veniva a mancare unità d’indirizzo. Per di più nel regno illirico, in questa specie di Marca posta a vigilare i confini orientali dell’impero, gli elementi etnici erano disparati e ciò senza contare la diversità di religione. V’erano in esso Italiani, Tedeschi, Sloveni, Serbo-Croati e, tolti i primi, sulla fedeltà degli altri non era da fare molto assegnamento. Chi non vede che, nel secolo delle nazionalità, questo conglomerato di popolazioni e di lingue era causa di debolezza per le province illiriche ? Tale causa, aggiunta alla separazione di esse dal regno italico, infirmava, a mio parere, la politica franco-italiana sull’Adriatico. In questo bacino infatti non si ebbero tanti avvenimenti politici e militari e così infausti a quella politica, quanti se ne videro dopo la pace di Schoennbrunn, cioè con la creazione della co-