AUSTRIA, FRANCIA, ITALIA 383 il vero avversario era rappresentato dalla Russia, per gli Jugoslavi austriaci divennero nemici gli Italiani e per conseguenza la loro madre patria. E sì che per lunga età questi avevano conservato il dominio pieno, incontrastato dei commerci, oltreché il patrimonio della civiltà latina sull’altra riva! Allora gli Slavi e gli Ungheri, e poi anche i Turchi, correvano a trafficare liberamente e pacificamente a Zara, a Spalato, a Traù e specialmente al grande emporio di Ragusa ! Ed erano essi, i barbari, gli umili, che in qualità di piccoli feudatari o di modesti agricoltori, convenivano ai mercati latini lungo la costa, a vendere i prodotti delle loro vallate e ad acquistare il frutto dell'industria ancora ad essi ignota, le merci di paesi lontani e favolosi. Dinanzi all’elemento latino, signore dei mari e degli scambi commerciali, che cosa erano, per la storia, gli abitatori dell’interno dellTstria e della Dalmazia, se non una gente nell’infanzia della vita nazionale ? ha storia ci insegna che, appena i montanari mettevano piede fra le mura di Zara o di Traù o di Ragusa, facevano anche il loro ingresso nella famiglia latina, il che voleva dire ch’essi venivano a porsi sotto l’egida del diritto. E le città dalmato-istriane, degnissime figlie di Roma, spogliando i loro vicini dalla barbarie, li vestivano di civiltà, come la madre illustre avea loro insegnato con l’azione mirabile, che s’era estesa dal Reno al-l’Eufrate, dal Danubio al deserto africano. Finché adunque Venezia tenne anche l’altra