Questa raffica di giovinezza è breve pur troppo. A misura che il motoscafo procede nella sua rotta, 1’ animo riprende la coscienza del momento presente e tutte le facoltà del mio essere si raccolgono, si concentrano nello sguardo che scruta attraverso la leggiera nebbia le luci della costa che va avvicinandosi rapidamente. Rizzo fa un gesto di dispetto e mi chiede 1’ ora. Sono le 22. " - Quello sciocco di (e fa un nome) ha sbagliato i calcoli sull'effemeride. Siamo in ritardo di oltre mezz’oran. Un bagliore sempre più vivace si diffonde nel cielo accentuando i profili dei monti. La luna, nemica dei ladri e degli esploratori notturni, comincia a far capolino, a spargere pagliuzze d’oro sul mare. - Bella notte per una serenata, mormora un marinaio. - Sta zitto, imbecille, esclama Rizzo. Ecco chi ti darà la serenata. Uno sprazzo vivido dalla parte di Punta Sottile. Un proiettore si è acceso ed il fascio luminoso rivolto dapprima verso il cielo, scende sul mare e lo spazza lentamente ; poi si ferma, involgendo il motoscafo. - Si abbassi, mi dice, ridendo, Rizzo, perchè non vedano il riflesso della sua barba bianca. La scappata umoristica mi fa sorridere ed abbasso istintivamente il capo. Continuiamo lentamente la rotta, abbarbagliati da quella luce, aspettando quello che riteniamo ormai inevitabile - l’allarme, il sibilo di qualche proiettile, 1’ uscita di qualche idrovolante, di qualche motoscafo, o, peggio ancora, di qualche torpediniera. Invece nulla. Il fascio luminoso lentamente si stacca da noi, continua a correre sul mare; poi, bruscamente, si volge verso la diga e si ferma, tracciando come una linea che chiude l’imboccatura del porto. - Non c’ è più niente da fare — osserva Rizzo. Tuttavia fermiamo il motore e rimaniamo in ascolto. Non si sente alcun rumore sospetto. Ma la luna illumina ormai tutta la zona in cui ci troviamo e la sua luce non è quella del proiettore con la quale - lo sappiamo per pratica - molto spesso non si distinguono con precisione gli oggetti. 46