mocrazia, ma che molti ancora ammirano come si ammira un bell’oggetto antico, un bel monumento dell’ epoca in cui i guerrieri erano anche artisti e poeti. Il nome del Comandante Dentice è comparso assai di rado sui giornali, ma non v’è marinaio in grigio verde che non conosca gli atti di valore quasi temerario da lui compiuti, senza mai alzare il tono della voce, col solito sorriso un po’ altero sul labbro, conservando, in ogni occasione, una perfetta eleganza di modi ed anche di vestire, e non ricordi anche i suoi ordini brevi, precisi, che rivelavano la sua attitudine al comando. Tutti, a questo proposito, a Grado, avevano, fino dal primo giorno, riconosciuto in lui il Capo, e tutti gli ufficiali e marinai della Difesa avevano, naturalmente, quasi inconsciamente, cercato di foggiarsi, anche nelle abitudini della vita, a sua immagine e somiglianza. Per darne un esempio, il Comandante era uno sportman appassionato, e, senza trascurare alcuna delle sue gravi occupazioni, trovava il tempo per cavalcare, andare a caccia, giuocare a tennis. E così, molti ufficiali che prima occupavano le ore d’ozio fumando o leggendo, abbandonarono queste abitudini sedentarie per dedicarsi all’ equitazione, ripresero con ardore giovanile le racchette abbandonate da tempo immemorabile. In tal modo, a poco, a poco, nella comunanza delle abitudini e dei rischi, fra tutti quegli uomini di origini diverse - ufficiali del genio, di artiglieria, di marina, aviatori e volontari, si andò creando una fusione di pensieri, di tradizioni; si costituì quella che ancora adesso si chiama la famiglia di Grado ; e fra quanti vi hanno appartenuto, si strinse un vincolo di fratellanza che non può sciogliersi nè dimenticarsi, perchè intessuto di ricordi che per ognuno di noi sono fonte di legittima compiacenza. Non tutto ciò si deve, senza dubbio, all’opera esclusiva del Capo, ma certamente, è merito suo, di aver dato a tutta la vita che si è svolta a Grado, un’impronta personale propria, in modo che ancora oggi, nel suo nome si riassumono le nostre memorie del tempo vissuto con lui. 31