proiettili, il volontario continuò a dirigere con molta calma la manovra. Lo scoppio di un shrapnell lo gettò sul pagliolo; si rialzò, riprese il timone e riuscì a condurre in salvo alla Gallinara il motoscafo. Passarono molti giorni. Il M. A. S. fu prontamente riparato ed il volontario riprese tranquillamente il suo servizio. La sua avventura cominciava a formare oggetto degli scherzi amichevoli dei colleghi ; quando ad un tratto, il poveretto cominciò a dar segni di commozione cerebrale e fu costretto a lasciare il comando e ad intraprendere una lunga cura. Oggi egli è guarito, ma intanto ha dovuto abbandonare il servizio troppo presto per ottenere il giusto premio dell’ opera sua. jf. Non era tutta color di rosa, come si vede, la vita dei volontari in Mediterraneo. Ad ogni allarme, ad ogni chiamata, bisognava correre a bordo, mollare gli ormeggi ed uscire ; e tutto ciò in pochi minuti, cinque o sei al massimo. C’erano poi i servizi abituali di agguati, di perlustrazioni, di scorte. I M. A. S. erano certamente belli e veloci arnesi di guerra, ma non offrivano a chi vi era imbarcato alcun riparo dagli spruzzi dei marosi e dalla pioggia, alcuna comodità, non dico per dormire, ma nemmeno per riposare. Aggiungete il rumore assordante dei motori, l’odore della benzina e dei grassi, la continua preoccupazione di non lasciare palmo di mare non esplorato. Fate questo lavoro per dieci, per dodici, talvolta per venti-quattro ore consecutive ; - di notte, colla tramontana che intirizzisce — di giorno, col sole che brucia e dal quale non v’ è riparo - col mare che spazza da prua a poppa e vi accieca cogli spruzzi e mi direte poi se gli equipaggi dei M. A. S. non avessero qualche volta il diritto al mugugno. Diritto che ai bei tempi in cui correvo il mare col mio yacht, ho sempre riconosciuto ai miei marinai e che qualche volta rico- 54