48 I DIARII DI MARINO SANUTO « a la barba di chi se faticha come ho fato io », e proposto Auditor nuovo, non passò la sua nomina «c sichè tuto el lavoro ho fato in quest’ anno et le fatiche fo » perso. » Ma era assai amato dal doge Agostino Barbarigo e se ne consolava (1). Però il 6 di aprile 1501 fu dal Maggior Consiglio eletto Camerlengo a Verona, cioè tesoriere della Camera (2) e accettò « ita consulente il serenissimo Principe (3) rimanendovi 16 mesi circa » fino al settembre 1502 (4). In Verona contribuì splendidamente a fare gli onori di casa, per nome della Repubblica alla graziosa Anna di Foix figlia di Giovanni II conte di Candale « dona « molto degna et piena di ogni virtù che passò per quella città per andar sposa « a Ladislao re di Ungheria, et per honorarla avi assai faticha (5) ». Fu anche uno degli arbitri che decisero le questioni, vertenti da più anni,'tra la città di Verona ed i conti- di Bevilaqua per la giurisdizione dei vicariati di Bevilaqua, Mancalaqua e Minerbe, e presentò la sentenza arbitramentale il 30 aprile 1502 (0). Le cure dell’ amministrazione non distolsero, neppure a Verona, il Sanuto dai prediletti suoi studi. Ne fa fede un codice (7) col titolo : Carmina et cpistolae variorum ad Marinimi Sanutum Veronae Queslorem, nel quale egli trascrisse una grande quantità di lettere, di poesie e di epigrammi, che numerosi suoi estimatori gli mandarono e che non sono senza importanza, quasi tutti inediti, tranne due epigrammi di Giovanni Cotta, pubblicati dal Morelli (8), e cinque dettati da Dante III Alighieri (9), dallo stesso Cotta, da Jacopo Filomusio Quariento e dal (1) 14, 28 29 settembre 1499, Diarii Voi. II, 1296, 1362, 1381. (2) 11 camerlengo dipendeva dal capitano, teneva il libro dei conti, registrava tutti i pagamenti e gli incassi. Doveva versare la rimanenza di cassa, ogni anno, al Camerlengo di Co-mun a Venezia. (3) Diarii IV, 8. (4) Diarii IV, 329, e Atti del Consiglio di Verona, in quell* archivio del Comune, voi. N. c. 81 e 188. (5) Diarii IV, 287-296, e poi a pag. 320 in data 20 settembro 1502 : « Se in questo » tempo che sono stato camerlengo a Verona, fusse qualche eror in la description presente, pa-» rcatis, ho scrito per relation, tutavia voluto aver la verità, come apar ». (6) Arch. del Comune di Verona, Atti del Consiglio, voi. N., c. 157-162. (7) Marciana cl. IX, cod. 364. (8) Morelli, Poesie di Giovanni Cotta, Bassano 1812. (9) Marciana, cl. XII, cod. 210. — L' epigramma di Dante III Alighieri, del 1501, è diviso in due parti. La prima per il ritratto di Marino Sanuto, che sembra essere stato dipinto a Verona, e assai ci duole di non aver trovato, perchè ne avremmo fregiata questa Prefazione : Hoc est Sanuti clarissima forma Marini Quali sit ingenio ipsa figura docet. L‘ altra per il suo stemma : Marini suni haec Sanuti insignia, cttius Nota satis, solo nomine, fama viget. Di Dante III Alighieri scrissero il Passerini, in Dante e il suo secolo, Firenze 1865 voi. 1, e il C avattoni : Documenti che riguardano alcuni dei posteri di Dante Alighieri, Milano 1865; ed altri.