266 Donn' Ansa. la corte di Madrid. Ivi conobbe Don Pedro Moncada padre di Donn’ Anna. Poscia invitato da quel grande di Spagna, passò a Barcellona,ov’egli alloggiò qualche mese nel palazzo di Don Pedro e dove fu trattato colle maggiori amichevoli distinzioni. Si credette perciò il Vendramm in dovere assoluto di operar altrettanto verso la di lui consorte e la figlia allorché queste giunsero in Venezia. Ma, signore... qual ini favorite ora risposta? — Dirai al patrizio ... che ... E si vedeu in Don Carlo un massimo grado d’imbarazzo. Finalmente parve raccogliesse tutto il suo spirito, e rispose : Fortissimo conosco il motivo che dovrebbe farmi preferire il soggiorno nel palazzo del nobile tuo padrone. Ma tu devi riflettere, che la parola di un cavaliere è sacra; e che io mancar quindi non posso alla promessa fatta a Paolo Soranzo. Ringrazierai, come già li dissi, il tuo signore da mia parte, esponendogli la onesta e sufficiente ragione del mio riliuto, e Io pregherai a perdonarmi. Recali poscia dalle due dame Moncada, e dirai ad esse, che ben presto sarò a visitarle. Lo scudiere, ciò inteso, inchinò il capo e parti. Qual contrattempo I andava esclamando Don Carlo, a cui dominava sul volto il disgusto e la inquietudine. Intanlo non poche barche e gondole si erano raccolte intorno quella galea, per ricevervi militi e passeggieri, e recarli altrove. Due gondole di casa Soranzo pur si presentarono. Don Carlo montò con alcune persone nella più distinta. R suo seguito di scudieri si pose nella seconda. Una più grossa barca si caricò poscia di altri inferiori domestici e dell’ equipaggio del cavaliere spagnuolo.