318 Patrizi!. toga, sì recano, pria elle il Sennto si raccolga, a quel luogo del palazzo detto perciò il Broglio e vicini alla porta della carta. Qui calano la stola. Il calar la stola indica che implorano umilmente qualche cosa, e consiste nel levarla dalla solita posizione e tenerla invece raddoppiata a cavalcione sul braccio sinistro. Il patrizio aspirante se ne sta vicino alla detta gran porta del palazzo in aspetto molto sussiegato verso i suoi amici e dipendenti. Ma il suo volto si rasserena e diventa umile all’ apparire dì un senatore. Gli fa una profondissima riverenza, e senza mia esagerazione quasi col capo a terra. Questa specie di soverchi inchini non li vidi praticati che ili Venezia. Il senatore corrisponde con un semplice abbassamento di testa, talvolta con un mezzo Sorrìso, e prosegue in tutta gravità i suoi passi. 11 brogliarne aspetta o sotto il Broglio od in qualche luogo vicino che il Senato si sciolga. Allora torna al suo posto; e sé alcuno tra i primi senatori che retrocedono, nel passargli innanzi gli dice: me ne consólo con lei ; ciò è sicuro avviso di sua elezione. Il concorrente tutto lieto prosegue i suoi profondissimi inchini di ringraziamento; e ne riceve poi altrettanti dagli amici e dipendenti. Poscia, partili i senatori, egli pure si rilira in grande gravità e trionfante verso i suoi emoli. Se uno di questi aspiranti senle diretto il complimento ad altro patrizio, tosto parte, cd aspetta attento altra occasione di concorso, mettendo di mezzo a suo prò le dame più possenti ed i patrizii di credito. Non è da credere quanto questo calar stola sia ributtante a certi superbissimi patrizii bernabotti. Ma alcuni senatori pure, ambiziosi del loro autorevole grado, non danno per lo più il voto che a quel patrizio che più degli altri usò verso di loro atti di omaggio e rispetto. I patrizii possidenti hanno l’aspetto sussiegato e che studiano di tener sempre imponente. Le maniere, il favel-