72 LA DAMA. n gara a cantarlo. Di più, nei loru contrasti e diverbi ne citano gravemente i passi e le sentenze, che più fanno al loro proposito. Mi aggiunse poi sottovoce, che i suoi barcaiuoli passavano per capaci in quel canto. Le risposi pur sottovoce, che avrei bramato udirli. La dama allora in modo autorevole disse: Toni, Beppo, cantè un poche de ottave. I barcaiuoli uscirono colla solita scusa dei cantanti, vale a dire , che non ¡stavano troppo bene ili voce. Ma la dama non menò loro buona la scusa e volle che obbedissero. Aggiunsero allora entrambi, che in quel luogo erano troppo esposti, e che avrebbouo condotto la gondola dietro l’isola della Giudecca. Così fu fatto, e colà giunti, ci chiesero quali ottave sa-rebbono a noi più gradite. Io proposi per adattarmi alla stagione, la grande arsura sofferta dall’esercito cristiano. Allora i barcaiuoli allentarono il moto delle loro braccia, e cominciò ¡I più vecchio colla ottava : Spenta è del cielo ogni benigna lampa, la quale terminata, gli rispose il barcaiuolo più giovane coll’ ottava di seguito, e così alternativamente. Si è osservato che la più parte,per non dir quasi tutte, delle arie barcarole e peschereccie sono melanconiche, e composte con le forme dei modi greci antichi. Osservai che nella alternazione di questo canto la risposta vieu falla una quinta sopra, coni’ era sempre il calilo del barcaiuolo più giovane. Questi due gondolieri aveano buona e robusta voce, intonata, ed a sufficienza agile. Stringevano ed allargavano il tempo e variavano alquanto la qualità della voce, onde meglio corrispondesse alla circostanza ed alla espressione della parola. Ollrecchè uscivano in gerle piccole differenze nella intonazione de’stioni, che non possono esprimersi colle comuni note, ma che però davano un carattere particola-