PIAZZA 23 sta nel mezzo di questa Piazzetta. La gran torre, l’orologio, il palazzo ducale, la libreria, le due grandi colonne, la veduta della laguna, della dogana,della chiesa di san Giorgio, ec. ec. oltre ai molti vascelli e alle numerosissime barche che vanno e vengono, formano una veduta amena e nello stesso tempo imponentissima. Osservate, mi disse Segur, la pubblica libreria. È dello Scamozzi. Questo edificio è stato detto da alcuni superiore alla invidia. Mu la critica non lasciò di morderlo. Quel fregio che eccede le regole architettoniche è un bello non appoggiato alla ragione. Egli fa 1' edifizio pesante, malgrado i suoi bassi rilievi. La balaustrata con quelle statue soprappostevi in tempi più moderni, addolcisce sì, ina lascia non ostante trapelare 1’ amaro dell’abuso contro le regole. Fate poi riflesso dove quel fregio straordinario si unisce al fregio delle procurale utiove. Ciò succede dalla parte di tramontana in faccia al lato del campanile, che guarda il mezzodì. Aon vi sembra ora che la torre di san Marco si renda necessaria col far di se manto a questa unione disgustosa? Le due grandi colonne, sopra una delle quali sta un leone di bronzo di cattiva forma, e sull’altra la statua di san Teodoro, furono recate da terra santa sotto il Doge Mi-chieli, e colà innalzate da ¡Nicolò Barattieri. Confessate che la posizione di queste due colonne è la più bella che a loro trovar si potesse ; e mentre sembrano a prima giunta un inutile ornamento, si conosce bene quanto questa Piazzetta perderebbe se desse fossero tolte. Ora, Segur aggiunse, che vi sembra di quanto avete in generale veduto ? La mia meraviglia seguiva, ed il mio sguardo errava ancora incerto e confuso. Io gli risposi, non posso giudicare che dall’effetto, che la veduta di tali oggetti in me cagiona. La Piazza di san Marco la giudico per la più bella Piazza »