Piazzaiuoli. 151 alcuni saltatori, clic soprn mi un panno steso in mezzo a cerchio «li persone, fanno forze, scorci, snodature, equilibri, salii e posizioni difficilissime. liminovi pur non di rado degl’improvvisatori in poesia. Ma convien dire la verità, nellu piazza di san Marco, sono a molto più peggiore condizione di quelli, che ricevono e trattano quesiti nelle sale accademiche e nei teatri. Le maggiori difficoltà e le più stravaganti bizzarrie sono agl’ improvvisatori di piazza proposte; e se non vi si sbar-razzano con alquanto spirito, i loro uditori, che non sono sempre tutti della bassa plebe, non li compensano ed anco talvolta li dileggiano. Questi poeti sono quelli che principalmente prende il popolo a scherno e beffeggia pel loro quasi perpetuo appetito. Altri oggetti di piacere si vedono in questa piazza, come scimie e cani che fanno strani giuochi. Vidi fra tali diverse bestie un asino molto sapiente. Conosceva le ore di una mostra e le segnava con colpi di piede, facea lo stesso dei punti delle carte da giuoco, ed indovinava anco chi fra i ragazzi astanti avesse la notte innanzi pisciato in letto. Ciò mi fece riconciliare con questa specie di animali, ed ebbi in seguito pegli asini una migliore opinione. Da quanto descrissi è facile conoscere quali nella piazza di san Marco vi abbiano perenni e variati divertimenti. Ma le persone di un rango non misero vanno a rischio, se partecipar vogliono di tali piacevoli distrazioni, di rimanere poscia moltissimo disgustate. Vale a dire di trovar sparili dalle loro tasche o il fazzoletto, o la tabacchiera, ola borsa, o dal taschino l’orologio. Prestigiatori che sanno operar tanto sono numerosissimi nella piazza di san Marco e di abilità sorprendente. Tutti questi ciarlatani, pulcinella, cantori, prestigiatori, ec. ec. adoperano tutta la forza di loro voce per aver maggior numero di concorrenti c superare gli emuli. Ag-