CAPITOLO XVI. I BORSAIUOLI Giacché ho fatto sopra menzione dei borsaiuoli che infestano la piazza di san Marco, ora ne parlerò un poco più estesamente. Mi trovava un di nella detta gran piazza. Un poela improvvisatore dotato di qualche spirito, e clic avea numerosi uditori, fece sì che mi fermai pochi minuti ad ascoltarlo. Ben presto la scatola del tabaceo sparì dalla mia saccoccia. Andai a casa assai disgustato, non tanto pel valore della scatola, ma sì per la perdita del ritratto di mia madre ili essa racchiuso, a me carissimo. ¡Nel mattino seguente raccontai dispiacente l’accadutomi al mio padrone di casa. Non disperatene del ricupero, egli mi disse. Ricorrete tosto dal messer grande, eh’è il capo della sbirraglia. Egli ne farà delle attive ricerche. Francamente mi recai vicino alle prigioni, dove il messer grande ha il suo principale officio. Trovai una persona polita e cortesissima, che ascoltò con tutta attenzione la mia istanza pel ricupero della scatola derubata. Questa è cosa da nulla, il messer grande sogghignando mi rispose. l)a qui a due giorni favorisca di tornare da me, ed avrà la sua scatola. Partii, ma mi credetti celiato. Pure tornai puntualmente dal messer grande il giorno stabilito. Egli appena mi vide, corsemi incontro e ridendo mi disse: prenda una