CAPITOLO XLI1I. Ernesta. Avvenne un giorno che, incamminato verso il mio albergo, passassi per la pescheria a san Pantaleone. Vidi delle bellissime triglie poste in vendita e ne feci l’acquisto. Hannovi nelle pescherie di Venezia alcuni ragazzacci ed anco delle povere donne, che per lieve moneta si offrono di portare dietro al compratore, in una sporta che hanno fra le mani, il pesce da quello acquistato sino al di lui albergo. Chiamasi tale mestiere sportello, ed è tenuto per il più abbietto e miserabile. Sentii dietro alle mie spalle una voce femminile che mi si offerse per tale servigio. Senza guardare accettai. La donna si pose a seguire i miei passi. A mezzo il cammino mi voltai, non sentendo il romore delle sue pedate, essendo ella senza scarpe, per vedere se mi seguiva. Il facea fedelmente poco da me lungi cogli occhi chini a terra. II lettore mi perdonerà il disgusto che forse reche-ragli la seguente descrizione. Vidi una ragazza di circa diciassette anni, crescente di poco la statura mediocre. Il suo volto, le braccia, le gambe e le mani erano così sudicie che sembravano del color della fuliggine. I suoi capelli discretamente lunghi stavano tanto arruffati, che io ri-