102 Lazzeretto. spazio del lazzeretto, e quella specie di casotti sull’ acqua, in cui stanno attentissime guardie. Si trovavano per combinazione vicino a me due di quelle guardie sanitarie, che discorrevano insieme. Una di queste diceva all’altra: il caso è straordinario, e non so come andrà n terminare. Qual mai potrebbe esservi rimedio?:. non ne veggo alcuno. Quella donna è rea; non mi appartiene ; ma pur mi fa grandissima compassione. Volsi verso que’due lo sguardo con qualche curiosità. Tosto una di quelle guardie politamente a me avvicinossi, e mi disse: se sapeste, o signore, quale strano avvenimento sta per succedere fra poco in questo lazzeretto! E quale? le risposi con un poco di premura. La guardia proseguì: ecco la bizzarra e dolente storiella. Un dalmatino, uomo molto severo e delicato in punto di onore, innamoratissimo della propria moglie ed al sommo geloso, ha dovuto staccarsene e lasciarla in Venezia per gire a Costantinopoli ad oggetto di riscuotere grossa somma lasciatagli da un suo zio capitano di mare, morto colà. Una lunga malattia sofferta da! dalmatino in quella capitale del-l’impero turco, ed alcune questioni succedute pel ricupero del suo denaro ne fecero tardare il ritorno. Egli da circa tre anni mancava dal fianco dell’ amata consorte. Ma questa rimanendo sola, fosse che la tardanza soverchia dell’assente marito in lei raffreddasse il coniugale sentimento, a cui si aggiunga la notizia della pericolosissima e quasi mortale malattia, certo sì è eh’ essa perduta-mente si accese di vago giovinotto, al quale il fiducievole marito avea lasciato in porte l’incarico di dirigere in città i non pochi suoi affari. Questi due esseri passavano in una perfettissima corrispondenza. Ma di certo i loro istanti felici doveano di quando in quando essere amareggiati dalla tema che il tradito dalmata si risanasse, e che presto o tardi giungesse in Venezia.