Caratteri. 357 Il patrizio-. Oibò ; oibò. Tu hai aspetto troppo debole ; non puoi saper bestemmiare; non sei capctce di dare in caso di bisogno delle pugna. Il servo : Torno a dire, che l’eccellenza vostra mi provi. Pongami alla circostanza, e ... Il patrizio : Ebbene, facciamone una prova. E qui si assise al suo scrittoio, e trattesi le ciabatte o pantofole, le pose sopra quello. Poi seguì: Figuriamoci che io sia un pescivendolo, questo scrittoio il suo panco, e queste ciabatte due sogliole. Io farò da venditore e tu sarai quello che vorrà comperarle. Il servo: Basta che 1’ eccellenza vostra mi dia ferma promessa di non offendersi minimamente di ciò che forse sono costretto a dire e forse anco a fare... Il patrizio: Ti do la mia parola, che non mi avrò a male di cosa alcuna. Andiamo innanzi. Il servo: Quanto vagliono queste due sogliole? Il patrizio: Due lire. Il servo : Come, corpo di satanasso! due lire? Ti do dieci soldi. Il patrizio : Caschi il mondo, io voglio due lire. Il servo: Birbante! chi credi tu ch’io sia? Sono domestico di un eccellenza patrizio. Non voglio essere ingannato. Eccoli i dieci soldi. Il patrizio: Voi siete un pazzo. Non altero di 1111 soldo la mia domanda. Andate a comperar sogliole altrove. E se non avrete creanza... Il servo : A me minaccie? a me? corpo del terremoto!... Non so chi mi tenga... Il patrizio: Provati, canaglia, se hai coraggio... Il servo: A me se ho coraggio? Sangue di!., a me?... E qui, presa una delle fìnte sogliole, la menò reiterate volte di tutta possa sul volto del patrizio. Bravo ! esclamò questi bene arrossato sulle guancie. Finalmente ho