CAPITOLO X. Partenza e ritorno. Ecco finalmente arrivarmi la lettera di risposta progettata da Segur. Confesso il vero che n' ebbi qualche consolazione; perchè se io scopriva ogni giorno delle buone qualità nella mia dama, non poteva però adattarmi al sagri-fizio di bracciere. Tanto più che la differenza grande di nostra età dava a tutti motivo non ingiusto di ridere. Si aggiunga un’altra taccia sopra un punto per me delicatissimo, cioè che essendo la dama doviziosa di molto e splendida, sembrava a taluno che il mio officio di servente avesse a scopo un vile interesse. Quindi corsi dalla dama, e con un mezzo sospiro le dissi che dar doveale una cattiva nuova. Ella rimase sorpresa e me la chiese. Le mostrai una lettera che a Vienna mi appellava: A tal vista scorsero a quella buona signora le lagrime. Ula l’assicurai che le starei lontano per due mesi al più. Ella m’impose di conservarmi a lei fedele e di scriverle spesso. Il suo dolore era non poco e manifesto; ed a dire il vero mi spiaceva di vederla cosi afflitta. Quindi per tale bizzarra anomalia,dovetti lasciar la bella Venezia, e non vi tornai che ai primi di novembre. Ma il mio riedere fu accompagnato dalla consolazione