Ouaresi.ua. 233 giar cibi proibiti nella quaresima, che alla mezza notte di preciso incomincia. Se le cene sono pubbliche, si ha un assoluto riguardo; se poi sono private l’avviso è poco obbedito. A Venezia si scusano in generale alcune mancanze morali e più le religiose col dire : mi confesserò e Dio mi perdonerà. Le feste di ballo, i giuochi pubblici, e le maschere seguono fino al mattino del primo giorno di quaresima. Il popolaccio ubbriaco per le vie, pure obbedisce al suono de’ sacri bronzi, che di buon’ora lo chiama ad udire la santa messa. Entra in chiesa, e tolta dal volto la tela cerata, vestito chi da Arlecchino, chi da pulcinella, ode l’incruento sagri-fizio. Tutto nel primo giorno di quaresima cangia in Venezia aspetto. Le femmine, deposti i loro abiti magnifici, ne vestono altri di succinti e di neri. Hanno la più scrupolosa attenzione di tenere coperto dai mesti veli il viso, le braccia, ed il petto; parti del corpo su cui invigilavano ben diversa-mente nello scorso carnovale. Gli uomini pure indossano vesti semplici e per Io più oscure. Vedi a torme a torme entrar nelle chiese le numerosissime persone prima tanto allegre e pazze, col capo dimesso, cogli occhi a terra e colle braccia al petto. Si avvicinano lente, umili, e sospiranti al sacro altare, dove il pio sacerdote le tocca in fronte con cenere di abbruciato ulivo, pronunciando le note parole. Ma sembra che in Venezia sia cosa difficile e molto stentata il passare ad un tratto dai moltissimi perenni divertimenti al non averne più alcuno. Quindi il cessar dalle abitudini giocondissime del carnovale esige una gradazione. Questa si ottiene nel dopo pranzo del primo giorno di quaresima col popolatissimo passeggio sulla fondamenta delle zattere. L’ amenissima posizione di quella lunga via, quasi di preciso posta verso il mezzogiorno; una mite temperatura 31