49 IL TI AVE E IL JMONTELLO 49 c) L’offensiva sul basso Piave. Sul fronte della 3* Armata, nel mattino del 15 giugno, di fronte a Salettuol, traghettava sul fiume un primo gruppo di battaglioni del XVI Corpo austro-ungarico; più a sud, tra Candelù e Zenson altri gruppi di battaglioni dei Corpi IV e VII irrompevano sulle linee delle Brigate Caserta, Sesia, e Cosenza, ottenendo in primo tempo notevoli vantaggi per i quali occupavano una zona profonda circa un chilometro. In corrispondenza dell’ansa di Zenson truppe del XXIII Corpo d’armata penetravano nelle linee della Brigata Ferrara e della Avellino, di fronte al tratto S. Dona - Musile in quelle della Catania e più a sud in quelle della Arezzo. I nostri valorosi fanti resistono, cedono, contrattaccano: una lotta furibonda si svolge su tutto il fronte tra le 4 Divisioni della 3* Armata e le 8 avversarie; lotta di battaglioni, di compagnie, di gruppi, che sorprende il nemico e ne rallenta l’avanzata, dando tempo e modo alle riserve di settore di entrare in azione nel po-meriggio. Le Brigate Jonio, Potenza, Volturno, Torino, la 5* Bersaglieri, riescono, infatti, con i loro contrattacchi violentissimi ad arrestare per il momento i progressi compiuti neU’antimeriggio dalle soverchiami forze che hanno passato il fiume. La situazione, indubbiamente grave, era stata però giustamente giudicata dal nostro Comando Supremo, che aveva senz’altro anche su questo tratto di fronte avvicinato le prime riserve a sua disposizione. La 331 Divisione era già stata messa a disposizione di S. A. R. il Duca di Aosta ed era stato dato ordine di trasportare per ferrovia dalla zona del Garda le Divisioni 22a e 27*, mentre si avvicinavano al basso Piave le Divisioni 7*, n* e 4* di cavalleria. II Comando della 3* Armata poteva con fiducia sostenere la lotta nella seconda giornata di battaglia e ripromettersi di neutralizzare definitivamente i vantaggi iniziali ottenuti dal nemico. E così fu. Senza attendere che il nemico riprendesse l’attacco, all’alba del 16 giugno, la Brigata Potenza sostenuta da un battaglione bersaglieri lo assaliva a Fagarè ed a Bocca di Callalta, obbligandolo a